LA PROGETTAZIONE DEGLI HOTEL

“Le idee originali non contano; anzi idee effettivamente originali non esistono; … le idee si ricevono e si riesprimono… si dice mi viene un’idea, non creo un’idea: inventare vuol dire, etimologicamente, trovare, non creare.” (Gio Ponti da “Amate l’Architettura”, Vitali e Ghianda, 1957).

 

La progettazione degli Hotel

Un particolare aspetto della produzione dell’architecnico Stabile è costituito dalla progettazione e dalla collaborazione alla progettazione di hotel. Sappiamo che “curò l’acustica e l’isolamento termico dell’Hotel Royal, definito dagli esperti il più silenzioso al mondo” (Giuseppe Luigi Stabile, Cent’anni di idee, a cura di F. Bracco, A. Medici, A. Tortorella, Zuccara Editore 2007.)

L’Hotel Royal, un’icona della ricostruzione della Napoli del secondo dopoguerra. Qui si chiude, forse, il cerchio dell’esperienza napoletana di Luigi Stabile: l’incontro con Gio Ponti, che di questo albergo progettò la spettacolare piscina sul tetto, gli arredi, il logo. L’ing. Roberto Fernandes, proprietario della struttura, chiamò il milanese Gio Ponti a completare l’opera: nell’area napoletana Ponti realizzerà, oltre gli arredi dell’Hotel Royal, l’Hotel Parco dei Principi di Sant’Agnello, il Progetto per l’Albergo Paese San Michele ad Anacapri, con Bernard Rudofsky, e la Villa Arata a Posillipo. Possiamo dunque ragionevolmente supporre che il Nostro abbia conosciuto il maestro milanese, al quale, a nostro avviso, è molto affine. Dell’Hotel Parco dei Principi, Ponti dice: “Cielo azzurro, mare azzurro, isole azzurre, maioliche azzurre”; e ancora: “Ho fatto un albergo a Sorrento e, benchè non ve ne fosse necessità, ho voluto che ognuna delle sue cento camere avesse un pavimento diverso”. Questo amore assoluto per l’invenzione, il colore, l’adesione al luogo del progettare è proprio la caratteristica che in tante architetture e disegni avvicina Luigi Stabile a Ponti.

Nel secondo dopoguerra, l’Italia si trova ad affrontare i molteplici problemi legati alla ricostruzione dei centri urbani distrutti, nonché alla successiva espansione determinata dalle mutate esigenze abitative. E’ in tale clima di grande innovazione che nasce la pratica sociale della villeggiatura, complici i nuovi stili di vita e la costruzione delle infrastrutture, prima fra tutte l’Autostrada del Sole. La tipologia dell’hotel, da architettura destinata a pochi utenti di lusso, si trasforma in bene di consumo a disposizione di strati sociali più vasti: è in questo momento di grande fervore progettuale che gli imprenditori del turismo investono in strutture alberghiere, creando una vivace aspettativa sociale ed economica. Luigi Stabile viene chiamato a progettare alcuni alberghi, mantenendo vivo l’interesse per questa particolare tipologia durante tutta l’ultima parte della sua attività: attento come era alla progettazione totale dell’abitare, l’hotel gli permette l’invenzione della cellula interamente disegnata, in stretto contatto con l’ambiente esterno, destinataria di composizioni imprevedibili e fantasiose.

Hotel Ristorante “Girasole” – “Aerosintesi (fase studio) Visione della trasparente spazialità” – Acciaroli -1962-1963

Di questo progetto conserviamo una prospettiva che illustra in modo sommario l’idea compositiva dell’hotel. Si evidenzia un ampio corpo ad un piano, in aggetto rispetto al fabbricato “alto”, presumibilmente destinato ad hall e sala ristorante. L’hotel si eleva posteriormente: riconosciamo le stanze dotate di ampie vetrate, pergole, un loggiato. Pensiamo che l’albergo sia rivolto verso il mare: elementi caratterizzanti sono le aperture ad arco, l’ampia terrazza (piscina?) sul tetto del ristorante, i pannelli in ceramica che decorano la facciata. Un esercizio di studio di cui l’architecnico sottolinea la “trasparente spazialità”.

Studio per la nuova sistemazione delle Grotte dell’Angelo Pertosa – Aerosintesi Panoramica – Hotel Ristorante – Pertosa – fine anni ’60/inizi anni ’70

Agli inizi degli anni ’70, su sollecitazione dell’avvocato Alfredo Pugliese, allora Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, fu istituito il comitato “Pro Grotta”, avente come finalità il rilancio turistico delle Grotte di Pertosa. Si prevedeva una nuova sistemazione di tutta l’area circostante le grotte, al fine di potenziarne la ricettività e razionalizzare i futuri flussi di visitatori. Del progetto complessivo fu incaricato l’architecnico Stabile. Questa tavola di studio, probabilmente la prima idea progettuale, illustra con uno schizzo prospettico la definizione e la distribuzione delle varie attività: in posizione elevata, notiamo lo schizzo di un “hotel- ristorante”. La composizione si sviluppa a partire da tre elementi ad un solo piano “a piastra”, dalle quali si elevano due edifici “a torre”, collegati da un corpo di fabbrica semicircolare. La costruzione così come era stata concepita doveva avere un importante impatto visivo nel contesto ambientale, e per motivi non noti non è stata realizzata. Inusuale e libera, la struttura rappresenta un elegante esercizio progettuale sul tema della ricettività.

AvioHotel- Ristoro del Parco Turistico del Tempio di Apollo – Polla – 1990

Nel 1990 l’architecnico Stabile progetta “Il Parco Turistico del Tempio di Apollo” in località Tempio del Comune di Polla, in posizione elevata, in corrispondenza dello svincolo autostradale. Il complesso è costituito da tre aree: l’Area “A” ove è previsto l’inserimento delle unità commerciali; l’Area “B” destinata alla ricettività alberghiera, a “dependance” in fitto e ad attività ricreative; l’Area “C” a destinazione residenziale costituita da vari tipi di ville e chalet. Dell’albergo, costruito sul crinale, conserviamo due prospetti di studio. Il prospetto longitudinale ci mostra un fabbricato che assomiglia ad una nave; il traliccio dell’alta tensione presente nei pressi può suggerire l’immagine di un pennone. Il prospetto laterale (sezione longitudinale) mostra più chiaramente quella che sembra la prua, arrotondata e illuminata da un portico ad archi. Sul lato strada viene disegnata una torretta (il corpo scale?) che ricorda il camino della nave. L’edificio è pensato basso, allungato sulla cresta della collina: nessun elemento verticale, ad eccezione del traliccio, che diventa parte della composizione. Nell’hotel in questo caso la dimensione orizzontale prevale nettamente, forse per conservare la vista del centro antico di Polla in lontananza: una nave bianca incagliata in un mare di verde.

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