STAZIONE AGIP PETROLI

 

Progetto Stazione di Servizio “Agip Petroli” Idea – s.l. 1968

Nella sua lunga carriera di progettista, non è mancata mai l’occasione allo Stabile di cimentarsi nell’ideare e progettare soluzioni sempre poco convenzionali per ogni tipologia architettonica. Tra le centinaia di suoi disegni e schizzi di studio vi è questa audace “idea” progettuale per una stazione di servizio “Agip Petroli”, che ad una prima occhiata d’insieme planimetricamente richiama un’astronave, un grande disco sospeso poggiante su quattro gondole.

Il progetto è datato aprile 1968, e solo quattro anni prima, nell’ottobre del 1964, veniva inaugurata l’intera Autostrada del Sole, tra Milano e Napoli, e di sicuro fu sedotto anche lui dall’invenzione dell’autogrill a ponte, che nascevano a cavallo di questa moderna arteria del traffico. Di questo studio dell’architecnico si conservano due piante a livelli diversi ed un prospetto: la piattaforma semicircolare a ferro di cavallo sopraelevata è sorretta da due piedi presumibilmente in cemento armato a forma di arco rampante; due elementi tubiformi, probabilmente destinati a contenere le luci racchiudono lateralmente la piattaforma, che sul lato opposto presenta altre due sporgenze tubolari che sorreggono una copertura vetrata. Al centro un pilastro a sezione rotonda che ospita l’insegna.

Il progetto è poco definito in alcuni particolari, ma dal prospetto si può dedurre l’originalità della composizione, immaginando l’effetto della costruzione, nel contesto di un piazzale in cui compare isolata e illuminata, sicuramente un oggetto architettonico estroso e di forte impatto visivo.

Alla fine degli anni ’50 un architetto milanese (Angelo Bianchetti), un imprenditore di Novara (Mario Pavesi) e milioni di automobilisti italiani sono i protagonisti di una delle più geniali invenzioni tipologiche dell’architettura del ‘900: gli autogrill a ponte, infrastrutture e icone dell’autostrada” (Alessandro Benetti, Domus, 27 luglio 2020). Può essere stato suggestionato l’architecnico in questa sua invenzione dalla forma degli autogrill passanti che sicuramente conosceva?

Bianchetti la adatta qui a un programma diverso, come spazio di vendita e di ristorazione, ma soprattutto al contesto decisamente atipico della strada a scorrimento veloce. La caratteristica più importante è la visibilità: dell’autogrill, che l’automobilista percepisce già in lontananza come un festoso landmark brandizzato; e dall’interno dell’autogrill, tutto vetrato per permettere di osservare non tanto il paesaggio, quanto lo spettacolo delle auto in corsa sul rettifilo adiacente. (Domus, ibidem).”

Adesione al mito futurista della velocità unita all’entusiasmo per l’avventura del boom economico.

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