LA NASCITA DELLA GRAFICA

 

La nascita della grafica

Negli ultimi anni dell’Ottocento una serie tumultuosa di scoperte scientifiche ed innovazioni tecnologiche aprì alla società europea prospettive inaspettate di rinnovamento: la produzione della prima automobile con il motore a scoppio nel 1886, l’invenzione della radio nel 1895, l’Expo Universale a Parigi nel 1900 e l’inaugurazione della Tour Eiffel facevano pensare ad un futuro denso di trasformazioni economiche e sociali. Le avanguardie artistiche, come sempre capita, registrarono questo clima denso di irrequietezze trasferendo nelle enunciazioni e nelle sperimentazioni il cambiamento che l’epoca portava con sé. Il Futurismo italiano è il primo movimento europeo di avanguardia, inteso come ribellione alla cultura ufficiale di cui nega le asserzioni e di cui prepara e auspica un radicale ammodernamento: esso interessò e pervase le espressioni culturali del primo Novecento, arrivando ad influenzare tutte le forme artistiche, dalle arti figurative alla musica, al teatro, alla letteratura, alla grafica, contribuendo così a determinare la forma del linguaggio artistico del Novecento.

Fu la letteratura futurista nella sua veste tipografica rinnovata a porre le basi per la nascita della grafica, che assunse l’importanza di una forma artistica autonoma. Marinetti iniziò a diffondere il proprio materiale letterario a mezzo di volantini i quali divennero strumento di informazione pubblicitaria. Il testo assunse importanti caratteristiche di dinamismo, con l’uso di titoli sottolineati, parole in grassetto, assenza della punteggiatura, quando non si servì addirittura dei disegni di Giacomo Balla o Fortunato Depero. Nacque così il “paroliberismo”, tecnica grafica che attraverso l’uso di caratteri tipografici diversi e liberamente composti intendeva trasmettere al lettore il “senso dinamico ed emotivo del testo”. Il collage divenne una pratica artistica consueta per i futuristi, se lo stesso pittore Carlo Carrà nel 1914 ne realizzò diversi. Con l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915 si diffuse l’uso della cartolina propagandistica in grado di raggiungere tramite il servizio postale anche i giovani al fronte. Al termine del primo conflitto mondiale, con la nascita del cosiddetto secondo futurismo, si assistette ad una normalizzazione della composizione grafica, in ossequio anche all’avvicinarsi di Marinetti al regime fascista. Ma proseguendo nella sua ricerca sulla comunicazione, Marinetti intuì la grande importanza del messaggio pubblicitario, suscitando l’interesse di Fortunato Depero, il vero genio fondatore della grafica pubblicitaria, creatore di opere fondamentali per lo sviluppo successivo di questa forma espressiva che da allora ha assunto la levatura di vera e propria arte.

Bibliografia:

ARGAN G.C.,” L’arte moderna 1770-1980” Sansoni, 1970.

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DAVERIO PHILIPPE, “ Il Secolo spezzato delle Avanguardie” Rizzoli, Milano 2014

DRAGO DIEGO MARIA, “Grafica e riviste futuriste. Sviluppi storici e casi di studio.” Università degli Studi di Genova, Corso di Laurea in Storia dell’Arte e Valorizzazione del Patrimonio Artistico.

MEDICI A.,” Qui crea Sta”, (video) Provincia di Salerno e Comune di Polla 1998.

MUSICA LEGGERA,  Periodico degli anni Trenta, stampato a Roma e diretto da A. Trimarco.

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